|
|
ER GRILLO ZOPPO
Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
- diceva un Grillo – Quella che me manca
m’arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m’accorsi d’esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c’ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne... ma la stilla
de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch’è servita
pe’ scrive la parola Libbertà!
Trilussa
|
|
|
|
I vostri commenti alla poesia: ER GRILLO ZOPPO
|
25/09/2010
SEGUIAMO I SUGGERIMENTI DI QUESTO GRILLO che, attraverso la sofferenza, intuisce il valore incommensurabile della libertà. La goccia di sangue è segno di sofferenza ma è, anche, fortunatamente, la speranza di riacquistare la libertà perduta e riscattata.
claudio cavaliere
|
31/10/2010
in tutti gli anni di scuola è la poesia che mi ha colpito di più per il suo significato. l'ho imparata 30 anni fa ma ancora laricordo tutta a memoria!
laura
|
22/03/2011
Pure a me come Laura. La nostra maestra aveva la bella abitudine di detraevi una poesia ogni sabato che dovevamo imparare a memoria per il lunedì o martedì dopo ( oltre che commentarla). Risultato......ora ne ricordo ancora tantissime, anzi grazie a lei apprezzo oggi la poesia in genere. Grazie a queste maestre. Pure io l'ho imparata circa 40 anni fa ed e' ancora viva ogni parola e l'ho citata ed usata piu' volte nella mia vita.
Luciano biazzi
|
|
Lascia un commento... |
|
|